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Una parola data al Paese, nel segno della responsabilità e della fiducia. Il 12 ottobre, in occasione degli ottant’anni dalla sua fondazione, CIDA consegna al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella la Carta della Dirigenza e delle Alte Professionalità, un documento che definisce i valori e gli impegni della comunità manageriale italiana
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Riforma Rai, il disegno di legge approda in aula al Senato il 26 novembre 2026
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Dieci giorni di film, star, premi e grandi eventi. L’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia si è aperta il 2 settembre con Ink di Danny Boyle e si è chiusa il 12 con Dio ride di Giovanni Veronesi. Sul palco Greta Scarano e Nicolas Maupas. Il Leone d’Oro è andato a Woman Unknown di May el-Toukhy.

L’apertura: Venezia torna al centro della scena

Si è aperta il 2 settembre al Lido di Venezia l’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale, diretta da Alberto Barbera con la RAI nel ruolo di Main Broadcaster. A condurre la cerimonia inaugurale nella Sala Grande del Palazzo del Cinema sono stati Greta Scarano e Nicolas Maupas.

Ad accendere ufficialmente i riflettori sulla Mostra è stato Ink, il nuovo film di Danny Boyle, presentato in anteprima mondiale e in concorso. Nel cast Jack O’Connell, Guy Pearce e Claire Foy.

Tra i momenti più attesi della serata inaugurale, la consegna del Leone d’Oro alla carriera a George Clooney, riconoscimento assegnato all’attore, regista e produttore statunitense per il suo percorso nel cinema internazionale.

Dieci giorni tra grandi autori e cinema internazionale

Dal 2 al 12 settembre il Lido ha ospitato il programma della 83ª Mostra, con 21 film in concorso e una forte presenza di cinema internazionale. A presiedere la giuria principale è stata Maggie Gyllenhaal, affiancata da Kaouther Ben Hania, Daniel Blumberg, Francesco Casetti, Xavier Giannoli, Shahrbanoo Sadat e Johnnie To.

La Mostra ha confermato anche la sua capacità di attirare pubblico e professionisti, con 117.656 biglietti venduti, il 14% in più rispetto al 2025, e circa 14 mila accrediti ritirati.

La chiusura: premi e cinema italiano

Il sipario è calato sabato 12 settembre con la cerimonia di premiazione nella Sala Grande del Palazzo del Cinema, condotta ancora una volta da Greta Scarano e Nicolas Maupas.

Il Leone d’Oro per il miglior film è andato a Woman Unknown della regista danese May el-Toukhy. Il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria è stato assegnato a Possible Love di Lee Chang-dong, mentre il premio per la migliore regia è andato a Ilya Khrzhanovsky per DAU.

Tra gli altri riconoscimenti principali, la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile è stata assegnata a Mathilde Arcel per Woman Unknown, mentre quella maschile è andata a John Malkovich per Wild Horse Nine.

Dio ride chiude la Mostra

A chiudere ufficialmente la rassegna è stato Dio ride, il nuovo film di Giovanni Veronesi, presentato fuori concorso in prima mondiale. Protagonisti Pierfrancesco Favino, Silvio Orlando, Alma Noce, Francesco Gheghi, Maurizio Lombardi, Paolo Rossi e Carlo Cecchi nel ruolo di Papa Innocenzo X.

Ambientato nel Seicento e liberamente ispirato a fatti realmente accaduti, il film racconta la vicenda di frate Leopoldo da Casamacchia, religioso che diffonde un’idea di fede caratterizzata da umanità, gioia e libertà, entrando in conflitto con le autorità ecclesiastiche.

La proiezione del film ha seguito la cerimonia di premiazione, chiudendo simbolicamente una Mostra che ha alternato grandi produzioni internazionali, cinema d’autore e attenzione al cinema italiano.

Venezia saluta il cinema con un’edizione da record

La serata conclusiva ha avuto anche un momento musicale affidato a Francesca Michielin, protagonista dell’esibizione nella Sala Grande.

Con oltre 117 mila biglietti venduti e una crescita del 14% sul risultato del 2025, Venezia 83 chiude dunque con numeri in aumento e conferma il ruolo del Lido come uno dei principali appuntamenti internazionali per il cinema.

Rai Cinema: “Grande soddisfazione per i cinque film italiani in gara”

Un bilancio positivo anche per Rai Cinema, presente alla Mostra con cinque film in concorso. «Essere in gara con cinque film italiani è stato per Rai Cinema motivo di grande soddisfazione, soprattutto in un’edizione così autorevole e competitiva», ha dichiarato Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema, in occasione della cerimonia di chiusura.

L’amministratore delegato di Rai Cinema ha evidenziato la varietà delle opere sostenute dalla società: «I film che Rai Cinema ha contribuito a produrre, presentati al Festival, sono molto diversi tra loro per storie, linguaggi, sensibilità e percorsi autoriali, tutti accomunati però da una grande qualità».

Per Del Brocco, inoltre, «la Mostra di quest’anno si è distinta per un Concorso particolarmente ricco di opere e autori di altissimo livello».

Infine, l’AD di Rai Cinema ha ringraziato il direttore artistico Alberto Barbera «per la qualità complessiva di questa edizione» e tutti gli autori, produttori, attori e le troupe dei film che Rai Cinema ha accompagnato al Lido.

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Il Presidente CIDA consegna ala Presidente della Repubblica Sergio Mattarella la Carta dei manager: «Una parola data al Paese»

Una parola data al Paese, nel segno della responsabilità e della fiducia. In occasione degli ottant’anni dalla sua fondazione, CIDA consegna al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella la Carta della Dirigenza e delle Alte Professionalità, un documento che definisce i valori e gli impegni della comunità manageriale italiana.

La celebrazione, avvenuta il 12 ottobre all’Auditorium della Conciliazione di Roma, diventa così un’occasione per riflettere sul ruolo della dirigenza nelle trasformazioni economiche e sociali del Paese. Il presidente di CIDA, Stefano Cuzzilla, ha richiamato il significato dell’iniziativa: «Dirigere significa non sottrarsi e rispondere del futuro che contribuiamo a costruire».

La Carta si fonda su cinque principi: «La libertà si governa. La persona è il fine. Il merito è equità. La fiducia si costruisce. Il futuro si guida». Valori che si traducono in un impegno concreto per il rispetto delle regole, la valorizzazione delle persone, la trasparenza dei criteri di merito e l’investimento nella formazione.

Non si tratta soltanto di una dichiarazione d’intenti, ma di un’assunzione di responsabilità verso cittadini, istituzioni e imprese. Come sottolinea Cuzzilla, «non è un documento per ricordare ciò che siamo stati, ma una parola data al Paese su ciò che vogliamo essere».

Un impegno che guarda anche alle nuove generazioni, chiamate a partecipare attivamente alla costruzione del futuro. «Siete gli interlocutori con cui vogliamo dare forma al futuro», afferma il presidente di CIDA, ribadendo la necessità di promuovere competenze, opportunità e fiducia.

A ottant’anni dalla nascita, CIDA rilancia così una visione della dirigenza che va oltre la gestione e i risultati: guidare significa assumersi responsabilità, riconoscere il valore della persona e contribuire, con competenza ed etica, allo sviluppo del Paese.


 

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Ma in che senso hanno portato il cane che interpreta Rex alla presentazione  dei palinsesti Rai? Paese irreale. 😂