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Una parola data al Paese, nel segno della responsabilità e della fiducia. Il 12 ottobre, in occasione degli ottant’anni dalla sua fondazione, CIDA consegna al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella la Carta della Dirigenza e delle Alte Professionalità, un documento che definisce i valori e gli impegni della comunità manageriale italiana
Il 12 ottobre CIDA consegna al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella la Carta della Dirigenza e delle Alte Professionalità, un documento che definisce i valori e gli impegni della comunità manageriale italiana
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Riforma Rai, il disegno di legge approda in aula al Senato il 26 novembre 2026
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Vi segnaliamo che il nostro collega Francesco PINTO ha appena pubblicato un suo libro intitolato "La ricchezza non giova ai morti".

N apoli, 1962. Il boom economico avanza al ritmo di jazz. La città si trasforma a una velocità vertiginosa. Al Vomero, il quartiere dei nuovi ricchi, i palazzi di cemento crescono insieme alle ambizioni degli speculatori, disposti a tutto pur di conquistare la collina a colpi di mazzette. È una Napoli spaccata a metà: da una parte i salotti elitari, dove il vizio del gioco divora intere fortune e i debiti d’onore si pagano cari; dall’altra le umili domestiche, che spolverano i segreti delle famiglie borghesi e conoscono le vere miserie dei loro padroni.

Quando il costruttore corrotto Angelo Rapace viene assassinato, la polizia cerca un colpevole comodo. Ma i protagonisti del Club 22, il locale notturno più in voga del momento, non accettano le ingiustizie e decidono di fare luce sulla vicenda.

A capo di questa indagine non ufficiale c’è Samuele Caputo, in arte Sam, il talentuoso pianista del club, noto per reinterpretare i grandi pezzi americani in napoletano. Con l’aiuto del carismatico proprietario Eduardo De Angelis, un vero e proprio Robin Hood per la gente della zona, della pragmatica responsabile di sala Natascia e della magnetica stella del locale, Lucy Del Re, Sam si improvvisa detective. Si infiltra nelle spietate partite a poker della borghesia e corteggia le cameriere dei quartieri alti per raccogliere i pettegolezzi più succulenti.

La ricchezza non giova ai morti è un giallo avvincente che non rinuncia all’ironia. Mescolando memoria e satira sociale, Francesco Pinto racconta un’epoca in bilico tra splendore e corruzione, un affresco vivido e pungente della Napoli degli anni Sessanta. Tra umorismo e dolore, miseria e nobiltà, i personaggi creati da Pinto, risolvendo misteri, mettono in scena una meravigliosa commedia umana.

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Figlio del notaio Pinto, fratello di Ferdinando Pinto, già sindaco di Sorrento, laureato in filosofia inizia la carriera in Rai nel 1977 come programmista regista tramite un concorso bandito dall’azienda. Nel 1987 produce per la Rai il film di Peter Del Monte Giulia e Giulia con Kathleen Turner, Sting e Gabriel Byrne, la prima pellicola italiana in alta definizione. Assume la guida di Rai 3 nel gennaio 1998 sostituendo Giovanni Minoli. Si è impegnato – riuscendo poi nell’intento – a portare lo share della rete al 10%. Sotto la sua direzione iniziano nuovi programmi come “Sfide”, “Blu notte”, “Novecento”, “La Squadra” e “Alle falde del Kilimangiaro”. Sempre sotto la sua direzione rinasce la programmazione della Tv dei ragazzi (presente anche su Rai 1 almeno fino al 2000) prima con la Melevisione e poi con l’arrivo del Gt Ragazzi dal contenitore pomeridiano Solletico di Rai 1. Con la direzione di Pinto la rete ha visto anche il ritorno in televisione di Pippo Baudo. Dopo due anni a Rai 3 Pinto nell’aprile 2000 torna a dirigere il Centro Rai di Napoli.

Scrive il libro La strada dritta, dedicato alla storia dell’Autostrada A1, l’Autostrada del Sole. Da tale opera Rai Fiction ha tratto una miniserie trasmessa nel 2014 in occasione del 50º anniversario del completamento dell’importante arteria.

 

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Il Presidente CIDA consegna ala Presidente della Repubblica Sergio Mattarella la Carta dei manager: «Una parola data al Paese»

Una parola data al Paese, nel segno della responsabilità e della fiducia. In occasione degli ottant’anni dalla sua fondazione, CIDA consegna al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella la Carta della Dirigenza e delle Alte Professionalità, un documento che definisce i valori e gli impegni della comunità manageriale italiana.

La celebrazione, avvenuta il 12 ottobre all’Auditorium della Conciliazione di Roma, diventa così un’occasione per riflettere sul ruolo della dirigenza nelle trasformazioni economiche e sociali del Paese. Il presidente di CIDA, Stefano Cuzzilla, ha richiamato il significato dell’iniziativa: «Dirigere significa non sottrarsi e rispondere del futuro che contribuiamo a costruire».

La Carta si fonda su cinque principi: «La libertà si governa. La persona è il fine. Il merito è equità. La fiducia si costruisce. Il futuro si guida». Valori che si traducono in un impegno concreto per il rispetto delle regole, la valorizzazione delle persone, la trasparenza dei criteri di merito e l’investimento nella formazione.

Non si tratta soltanto di una dichiarazione d’intenti, ma di un’assunzione di responsabilità verso cittadini, istituzioni e imprese. Come sottolinea Cuzzilla, «non è un documento per ricordare ciò che siamo stati, ma una parola data al Paese su ciò che vogliamo essere».

Un impegno che guarda anche alle nuove generazioni, chiamate a partecipare attivamente alla costruzione del futuro. «Siete gli interlocutori con cui vogliamo dare forma al futuro», afferma il presidente di CIDA, ribadendo la necessità di promuovere competenze, opportunità e fiducia.

A ottant’anni dalla nascita, CIDA rilancia così una visione della dirigenza che va oltre la gestione e i risultati: guidare significa assumersi responsabilità, riconoscere il valore della persona e contribuire, con competenza ed etica, allo sviluppo del Paese.


 

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Ma in che senso hanno portato il cane che interpreta Rex alla presentazione  dei palinsesti Rai? Paese irreale. 😂