Taglio rivalutazione pensioni: la Consulta ha legittimato il calcolo sull'intero assegno e la Manovra 2027 potrebbe riprenderlo, con perdite fino a 1.300 euro l'anno
Taglio rivalutazione pensioni: la Consulta ha legittimato il calcolo sull'intero assegno e la Manovra 2027 potrebbe riprenderlo, con perdite fino a 1.300 euro l'anno
I prodotti di Facebook “danneggiano i bambini… e i dirigenti dell’azienda sanno come renderli più sicuri, ma non apportano le modifiche necessarie”, dal numero zero di un Osservatorio sui media internazionali cui collabora il nostro Giulio Carminati
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All’esito della votazione per il rinnovo degli Organi Sociali del Fasdir il 22 ottobre si è tenuta la riunione di insediamento dei candidati risultati eletti.
Il Consiglio di Amministrazione ha proceduto alla nomina di Giuseppe Pasciucco a Presidente e Luciano Flussi a Vice Presidente. Mario Bona è Presidente del Collegio dei Revisori.
Dopo l’espletamento degli adempimenti formali relativi all’avvio della nuova consiliatura, Consiglieri e Revisori si sono intrattenuti informalmente a lungo per esaminare le principali criticità del Fondo registrando una unanime e positiva condivisione delle priorità e l’esigenza di innovazione.
L’ampia partecipazione dei Soci alla sessione elettorale pari al 60% dimostra l’attenzione che tutti i Soci, ma in particolare quella dei colleghi pensionati, pongono alle tematiche della sanità integrativa in una fase congiunturale sicuramente complessa a causa dell’incremento dei costi, soprattutto quelli per la salute.
Una miniserie in quattro episodi ricostruisce gli ultimi due anni di vita del magistrato siciliano, la storia di un uomo diventato simbolo della lotta alla criminalità organizzata.
Ci sono storie che continuano a essere vive nel presente. Quella di Rosario Livatino, il magistrato ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990, è una di queste. La RAI con Michele Placido la portano sullo schermo con Il giudice e i suoi assassini, miniserie che ripercorre gli ultimi due anni di vita del giudice agrigentino, mettendo a confronto la sua determinazione professionale con il mondo di violenza e ambizione che ne decretò la morte.
Realizzata in coproduzione da Rai Fiction, Goldenart Production e Rai Com, l’opera è articolata in quattro episodi e va in onda su Rai 1 e RaiPlay il 9 e 10 novembre. Placido firma la regia e la sceneggiatura insieme ad Angelo Pasquini e Fidel Signorile. Nel cast, Giuseppe De Domenico interpreta Livatino, Leonardo Maltese è Tano, Nino Frassica veste i panni del padre Vincenzo, Michela De Rossi interpreta Nina Russo e Ninni Bruschetta è Giuseppe Campisi. Partecipano inoltre David Coco, nel ruolo di Paolo Borsellino, e Beniamino Marcone, in quello di Giovanni Falcone.
Un magistrato contro il potere mafioso
La vicenda si svolge nella Sicilia agrigentina della fine degli anni Ottanta, attraversata dagli scontri tra Cosa Nostra e nuove organizzazioni criminali. Livatino è un magistrato giovane, riservato e rigoroso, consapevole che per contrastare la mafia non bastano le condanne: occorre colpirne anche i patrimoni, gli interessi economici e il controllo del territorio.
Le sue indagini mettono in discussione equilibri consolidati e interessi potenti, esponendolo a minacce e isolamento. Accanto all’attività giudiziaria emerge la dimensione privata di un uomo profondamente legato ai genitori, sostenuto dall’amico e collega Roberto Rizzo e dal maresciallo Giuliano Guazzelli. Il rapporto con Nina, giovane insegnante, gli apre inoltre la possibilità di una vita sentimentale e familiare, destinata a scontrarsi con i rischi della sua missione.
La parabola criminale degli stiddari
Parallelamente, Placido racconta l’ascesa dei giovani appartenenti alla Stidda agrigentina. Cresciuti in contesti difficili, questi ragazzi cercano nella criminalità una forma di riscatto, inseguendo denaro, rispetto e appartenenza. La violenza diventa per loro uno strumento per conquistare un posto nel mondo, ma finisce per trasformarsi in una trappola.
Al centro di questo percorso c’è Tano, interpretato da Leonardo Maltese. Introverso e intelligente, il giovane cerca nella famiglia criminale il riconoscimento che gli è mancato. Il suo progressivo coinvolgimento negli affari del gruppo lo conduce verso un destino tragico.
Il confronto tra Livatino e i suoi futuri assassini rappresenta uno degli elementi centrali della miniserie: da una parte la fiducia nella legge, dall’altra l’illusione che la sopraffazione possa garantire emancipazione. Due percorsi destinati a incrociarsi in una tragedia che rivela anche il potere della mafia di condizionare l’economia e la vita sociale.
Vi informiamo che la Corte Costituzionale ha ritenuto legittime le riduzioni applicate dal Governo sulle pensioni erogate nel 2023 e nel 2024.
Pertanto è da ritenere che anche la rivalutazione delle pensioni che dovrebbe essere applicata dal 1° gennaio 2027 prevederà le stesse riduzioni previste negli scorsi anni per le pensioni di importo più elevato.
Sull'argomento Vi trasmettiamo di seguito un breve articolo di PMI.
ADPRAI - Associazione Dirigenti Pensionati RAI
Via Col di lana, 8
00195 ROMA
Tel. +390636862367
Taglio rivalutazione pensioni 2027: assegni medio-alti a rischio
Pubblicato 13 Ottobre 2026 Aggiornato 19 Ottobre 2026 13:27
Taglio rivalutazione pensioni: la Consulta ha legittimato il calcolo sull'intero assegno e la Manovra 2027 potrebbe riprenderlo, con perdite fino a 1.300 euro l'anno
Il taglio della rivalutazione delle pensioni medio-alte applicato nel 2023 e nel 2024 ha superato l’esame della Corte costituzionale, pertanto la Legge di Bilancio potrebbe riproporlo per contenere una spesa previdenziale in forte crescita. Il sistema applica la percentuale ridotta a tutto l’importo (compresa la parte entro la soglia di adeguamento pieno) e, per chi incassa più di quattro volte il trattamento minimo INPS, renderebbe più basso l’aumento delle pensioni nel 2027.
La differenza si trascinerebbe negli anni seguenti, perché ogni nuova perequazione si calcola sull’importo già ridotto. La scelta spetta al Governo, che la renderà nota con il disegno di legge di bilancio.
L'articolo sicuramente interesserà i nonni, fa parte del numero zero di un Osservatorio sui media internazionali cui sta collaborando il nostro Giulio Carminati che lo ha segnalato. Il contenuto è indirizzato soprattutto ai NONNI in quanto il reportage mette in evidenza i pericoli per i bambini dei prodotti META (Facebook, Instagram, ecc.), pericoli che erano stati individuati 5 anni fa da Frances Haugen. Si invita a leggere l'articolo senza pregiudizi e nel massimo rispetto delle vostre opinioni personali.
I prodotti di Facebook “danneggiano i bambini… e i dirigenti dell’azienda sanno come renderli più sicuri, ma non apportano le modifiche necessarie”.
Queste sono state le parole di Frances Haugen cinque anni fa, durante la sua testimonianza del 2021 al Congresso. Le decine di migliaia di pagine di documenti interni che ha reso pubblici — con l’aiuto di The Wall Street Journale del suo Jeff Horwitz — hanno aperto uno scrigno e hanno offerto al mondo una prima visione reale di come opera Meta e di cosa stavano facendo (insieme alle altre società di social media) ai bambini, agli adolescenti e alle democrazie.
Il mondo è profondamente grato a Haugen. Le sue rivelazioni — insieme a quelle di altri informatori come Arturo Béjar — hanno dato forza ai genitori che hanno subito traumi, ai procuratori generali e ai legislatori affinché iniziassero a ritenere le grandi aziende tecnologiche responsabili delle loro azioni, dopo molti anni di segretezza e impunità rispetto alle cause legali. Quest'anno non sarebbe stato un punto di svolta globale se non fosse stato per Haugen.
La riforma della governance Rai si prepara ad approdare in Aula al Senato dopo il via libera agli ultimi emendamenti in Commissione Ambiente e Lavori pubblici. La discussione generale a Palazzo Madama è prevista dal 26 novembre, mentre nei prossimi giorni sarà conferito al relatore il mandato a riferire in Aula.
La maggioranza, con la Lega in prima fila, presenta il provvedimento come un intervento volto a garantire maggiore stabilità e responsabilità nella gestione del servizio pubblico. Tra le misure indicate figurano la possibile riduzione del canone, accompagnata da forme compensative di finanziamento pubblico, la durata quadriennale del CdA e dell’amministratore delegato e nuove modalità per la nomina del presidente e dell’AD che sarebbero di competenza del CdA. La riforma prevede inoltre la possibilità di valorizzare alcune partecipazioni societarie della Rai per reperire risorse.
Le opposizioni contestano invece l’impianto del provvedimento. Il Pd sostiene che la riforma possa ridurre il ruolo del Parlamento e aumentare l'influenza del governo sulla scelta dei vertici Rai. Critiche arrivano anche da Avs e Movimento 5 Stelle, mentre il Pd annuncia l'intenzione di sottoporre alla Commissione europea la questione della compatibilità con l’European Media Freedom Act.
Resta inoltre irrisolto il nodo della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai. Le opposizioni hanno annunciato il mantenimento della protesta e, in assenza di un accordo sulla sua composizione e sul suo funzionamento, non escludono ulteriori iniziative politiche.
Il confronto sulla riforma entra dunque nella fase parlamentare decisiva, tra l'obiettivo della maggioranza di modificare l'assetto della governance e le richieste delle opposizioni di garantire maggiore autonomia e indipendenza al servizio pubblico radiotelevisivo.
Un omaggio a una delle figure più importanti e amate della storia della televisione italiana. A Saxa Rubra, uno studio televisivo è stato dedicato a Pippo Baudo, simbolo di professionalità, talento e passione per il mondo dello spettacolo.
Per decenni Baudo, dal Festival di Sanremo ai grandi varietà, dagli appuntamenti istituzionali agli spettacoli del sabato sera, ha accompagnato generazioni di telespettatori, diventando uno dei volti più rappresentativi della Rai e della televisione italiana. La dedica dello studio celebra non soltanto la sua straordinaria carriera, ma anche il profondo legame con il servizio pubblico e con una televisione capace di raccontare il Paese attraverso la cultura, l'intrattenimento e i grandi eventi.
La scelta di Saxa Rubra, uno dei principali centri produttivi della Rai, assume così un particolare significato: il nome di Pippo Baudo entra a far parte degli spazi nei quali ogni giorno si costruisce e si rinnova la storia della televisione italiana.
Un riconoscimento che rende omaggio a un grande protagonista dello spettacolo e a un'eredità professionale destinata a rimanere nel tempo sinonimo di televisione popolare di qualità.
Comunicazione del Presidente Maurizio Fattaccio 25/09/2026 17:09
Gentili Soci,
con la presente desidero comunicarVi l’esito delle votazioni tenutesi in occasione dell’Assemblea dei Soci del 25 settembre 2026, aventi ad oggetto il rinnovo delle cariche sociali del Fondo.
A tal fine, trasmetto in allegato il Verbale della Commissione Elettorale, contenente gli esiti delle votazioni.
Desidero rivolgere un sincero ringraziamento a tutti per la partecipazione e per la fiducia accordata, nonché a tutti coloro che hanno messo a disposizione la propria candidatura e il proprio impegno.
Inoltre, desidero rivolgere un sincero e sentito ringraziamento a tutti i componenti della Commissione Elettorale per il lavoro svolto con impegno e precisione, contribuendo a garantire il regolare svolgimento di ogni fase del procedimento, nel pieno rispetto delle regole.
Un particolare ringraziamento va inoltre ai componenti del Consiglio di Amministrazione uscente per il lavoro svolto e per il contributo offerto al governo del Fondo.
Con i migliori auguri di buon lavoro al nuovo Consiglio di Amministrazione, porgo a tutti voi i miei più cordiali saluti.
Verbale della Commissione elettorale FASDIR del 25 settembre 2026
Il giorno 25 settembre 2026 alle ore 10:45 presso la sede RAI di Via Alessandro Severo 246, si è riunita la Commissione elettorale FASDIR, composta da:
Massimo Camussi (Presidente);
Fabio Giovannelli Barletta (Segretario)
Roberto Lumaca (Commissario)
nominata per l’organizzazione e la gestione delle procedure di voto per il rinnovo degli organi direttivi del FASDIR per il triennio 2026-2028. La votazione, svolta in modalità elettronica e, per i Soci senza indirizzo di posta elettronica, in modalità cartacea, ha avuto inizio alle ore 12:00 del 30/07/2026 ed è terminata alle ore 16:00 del 23/09/2026, termine ultimo anche per la ricezione delle schede cartacee.
Accertata la presenza di tutti i componenti, il Presidente dichiara la Commissione validamente costituita e apre la seduta.
La Commissione elettorale ha ricevuto dalla segreteria FASDIR (Rita Bandiera ed Elisa Lucioli) le schede elettorali cartacee inviate dai Soci (in busta chiusa non identificabile). Verificati l’anonimato e l’integrità della busta ricevuta contenente la scheda cartacea, la Commissione ha effettuato l’accesso alla piattaforma OPINIO, ha estratto il report riepilogativo della votazione elettronica e ha dato avvio alle operazioni di scrutinio.
2026 - Pubblichiamo le “testimonianze” 2026 su tanti temi della vita che i nostri soci desiderano condividere con tutti noi trasmettendoci le loro sensazioni e pensieri. Buona lettura e buon ascolto.
Gianpiero Gamaleri è un giornalista e sociologo italiano. È professore ordinario di “Sociologia dei processi culturali e comunicativi” presso l'Università telematica internazionale UniNettuno, dove è Coordinatore dei "Digital Talk", incontri in tema di tecnologie avanzate e tiene corsi di "Linguaggi della televisione e del giornalismo" e di "Sociologia della comunicazione" ed è stato Direttore del Master in "Global Journalism". È anche docente al Dottorato di ricerca in Comunicazione Istituzionale alla Pontificia Università della Santa Croce in Roma.
È giornalista professionista, collabora a quotidiani, periodici e riviste scientifiche. È stato Consigliere di amministrazione della Rai, Radiotelevisione Italiana dal 1998 al 2002. In precedenza era stato dirigente della stessa Azienda dal 1967 al 1995. È stato anche membro del Consiglio di amministrazione del Centro Televisivo Vaticano....(fonte wikipedia)
In Italia è in discussione una riforma della legge elettorale per sostituire l'attuale sistema misto con un modello proporzionale. Il disegno di legge principale punta a introdurre un premio di maggioranza al 42% ed eliminare il ballottaggio, prevedendo inoltre l'indicazione obbligatoria del candidato premier sulla scheda. La discussione parlamentare per questa riforma elettorale è entrata nel vivo a partire da inizio 2026, con l'obiettivo di definire le nuove regole di voto in vista delle prossime elezioni politiche. Per seguire l'iter istituzionale e le analisi tecniche del provvedimento, è possibile consultare i documenti aggiornati sul portale ufficiale della Camera dei Deputati e gli approfondimenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Roberto Zaccaria, ex presidente del CIR (Consiglio Italiano per i Rifugiati), è stato spesso ospite del programma di approfondimento politico e attualità DiMartedi in onda su LA7. I suoi interventi si concentrano solitamente sull'analisi delle politiche internazionali, sull'immigrazione e sui diritti umani. Professore universitario di diritto costituzionale, ha insegnato istituzioni di diritto pubblico nella facoltà di giurisprudenza dell'Università degli Studi di Firenze fino al 2008. Ha insegnato anche diritto dell'informazione e diritto regionale all'Università di Macerata, alla LUISS e alla LUMSA di Roma. È stato consigliere di amministrazione della Rai dal 1977 al 1993 in quota Democrazia Cristiana. Successivamente ha ricoperto il ruolo di Presidente della stessa Rai dal 1998 al 2002. È stato anche consigliere dell'Ente cinema S.p.A. (1990-1995) e vicepresidente dell'EBU.(fonte wikipedia)
È ufficiale: sono 27 i programmi finalisti del Prix Italia 2026, selezionati dalle giurie internazionali tra le produzioni in concorso. Tre programmi per ciascuna categoria si contenderanno i riconoscimenti della 78ª edizione del prestigioso premio dedicato alla qualità della radio, della televisione e dei media digitali.
Dopo la definizione delle shortlist, le giurie hanno ristretto ulteriormente la selezione, arrivando ai tre programmi finalisti per ogni categoria. I rappresentanti delle opere selezionate saranno chiamati a presentare i propri lavori e a confrontarsi con le giurie prima della decisione definitiva.
Il Prix Italia 2026 arriva all’Aquila
La 78ª edizione del Prix Italia si terrà all’Aquila dal 28 settembre al 2 ottobre 2026, portando nel capoluogo abruzzese broadcaster, autori, produttori e professionisti della comunicazione provenienti da tutto il mondo.
L'edizione di quest'anno conferma la forte dimensione internazionale della manifestazione: sono stati 226 i programmi presentati da 83 broadcaster di 52 Paesi. Le produzioni sono state valutate da nove giurie internazionali, impegnate nelle sezioni Radio & Podcast, TV e Digital.
Il 2 ottobre sarà il momento centrale della manifestazione, con la cerimonia ufficiale di premiazione che vedrà protagonisti i 27 finalisti.
Dal 1° ottobre 2026 sul canale 57 del Digitale terrestre prende il via “Italiana”, il nuovo progetto Rai dedicato ai territori, alla cultura, alle tradizioni e alle molteplici identità del Paese.
Una nuova finestra sul grande racconto dell’Italia, costruita sull’esperienza consolidata di programmi come Linea Verde e Linea Blu e sulla vasta produzione Rai dedicata al territorio. “Italiana” nasce con l’obiettivo di raccontare il Paese attraverso luoghi, persone, paesaggi, memoria, cultura e trasformazioni, valorizzandone la straordinaria biodiversità culturale.
Il palinsesto proporrà contenuti provenienti dalle library di Rai Day Time, Rai Cultura, Rai Doc, Rai Contenuti Digitali, Rai Teche e da alcune rubriche della TGR, inizialmente attraverso una selezione di programmi già realizzati.
Da gennaio 2027 l’offerta sarà progressivamente arricchita con nuovi montaggi, produzioni originali e spazi in diretta dedicati alle principali manifestazioni nazionali legate ai temi del canale.
Al centro del progetto c’è un’Italia raccontata come un mosaico di borghi e città, artigianato e impresa, Made in Italy, natura e ambiente, enogastronomia, patrimonio culturale, eventi e folklore, innovazione e sostenibilità, musica e cultura popolare.
Particolare attenzione sarà dedicata anche alle nuove generazioni: attraverso RaiPlay e i social media, “Italiana” punta infatti a sviluppare un racconto cross-generazionale, capace di utilizzare linguaggi e formati vicini anche alla Generazione Z.
Un viaggio attraverso un Paese in cui ogni territorio custodisce storie, tradizioni e identità: un racconto dell’Italia che parte dai luoghi per arrivare alle persone e alla loro memoria.
Nato nel 1997 con Milena Gabanelli, Report è diventato uno dei programmi simbolo del giornalismo d inchiesta italiano. Nel 2017 la conduzione e passata a Sigfrido Ranucci. Dalla stagione autunnale 2026 la Rai ha deciso di sostituirlo dopo il caso legato ai suoi rapporti con Valter Lavitola. Alla guida del programma arrivano Claudia Di Pasquale e Daniele Piervincenzi.
Dalla Gabanelli a Ranucci
La storia di Report comincia nel 1997 con Milena Gabanelli, che porta su Rai 3 un modello di giornalismo televisivo basato su inchieste, documenti e approfondimenti. Per quasi vent'anni il programma affronta temi come politica, economia, sanita, ambiente e criminalità, diventando uno dei riferimenti dell'informazione investigativa del servizio pubblico.
Nel 2017 Gabanelli lascia la conduzione e il testimone passa a Sigfrido Ranucci, già autore e inviato della trasmissione. Il programma mantiene la sua vocazione all'inchiesta e continua a occuparsi di temi spesso al centro del dibattito politico e sociale.
Il caso Lavitola e la decisione della Rai
La nuova svolta arriva nell'estate 2026, sullo sfondo della vicenda che coinvolge Ranucci e l'imprenditore Valter Lavitola. La pubblicazione di conversazioni tra i due e gli sviluppi dell inchiesta sull attentato subito dal giornalista hanno portato la Rai ad attivare la propria Commissione per il Codice Etico.
Gianpiero Gamaleri e Maurizio Gianotti protagonisti dell’incontro della serie «Sorsi e Discorsi» al Bartaruga di Roma, in via dei Funari il 20 Ottobre, per la presentazione del volumeStudiare e lavorare con l’IA, della collana “La cassetta degli attrezzi” di Armando Editore. Al centro del confronto, le potenzialità dell’intelligenza artificiale e le trasformazioni delle professioni audiovisive.
Come cambierà il mondo della televisione con l’avvento dell’intelligenza artificiale? E quale sarà il ruolo dell’essere umano in un settore nel quale tecnologia, creatività e competenze professionali sono strettamente intrecciate? Questi interrogativi hanno animato l’incontro di «Sorsi e Discorsi», svoltosi con la partecipazione di Gianpiero Gamaleri e Maurizio Gianotti, autori del volume Studiare e lavorare con l’IA.
Ad aprire l’incontro è stato Filippo Mauceri, autore Rai, che ha introdotto il tema di una trasformazione destinata a incidere profondamente sul mondo della comunicazione e della produzione audiovisiva.
Una parola data al Paese, nel segno della responsabilità e della fiducia. In occasione degli ottant’anni dalla sua fondazione, CIDA consegna al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella la Carta della Dirigenza e delle Alte Professionalità, un documento che definisce i valori e gli impegni della comunità manageriale italiana.
La celebrazione, avvenuta il 12 ottobre all’Auditorium della Conciliazione di Roma, diventa così un’occasione per riflettere sul ruolo della dirigenza nelle trasformazioni economiche e sociali del Paese. Il presidente di CIDA, Stefano Cuzzilla, ha richiamato il significato dell’iniziativa: «Dirigere significa non sottrarsi e rispondere del futuro che contribuiamo a costruire».
La Carta si fonda su cinque principi: «La libertà si governa. La persona è il fine. Il merito è equità. La fiducia si costruisce. Il futuro si guida». Valori che si traducono in un impegno concreto per il rispetto delle regole, la valorizzazione delle persone, la trasparenza dei criteri di merito e l’investimento nella formazione.
Non si tratta soltanto di una dichiarazione d’intenti, ma di un’assunzione di responsabilità verso cittadini, istituzioni e imprese. Come sottolinea Cuzzilla, «non è un documento per ricordare ciò che siamo stati, ma una parola data al Paese su ciò che vogliamo essere».
Un impegno che guarda anche alle nuove generazioni, chiamate a partecipare attivamente alla costruzione del futuro. «Siete gli interlocutori con cui vogliamo dare forma al futuro», afferma il presidente di CIDA, ribadendo la necessità di promuovere competenze, opportunità e fiducia.
A ottant’anni dalla nascita, CIDA rilancia così una visione della dirigenza che va oltre la gestione e i risultati: guidare significa assumersi responsabilità, riconoscere il valore della persona e contribuire, con competenza ed etica, allo sviluppo del Paese.